IL SEGRETARIATO
GENERALE

Con l’insediamento di Einaudi si pone il problema di dotare di una disciplina organica l’amministrazione della Presidenza della Repubblica, fino ad allora regolata da un ordinamento provvisorio e separata dai servizi del soppresso ministero della Real casa affidati a una gestione commissariale. Con la L. 9 agosto 1948, n.1077 è ufficialmente istituito il Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, cioè la struttura burocratica organizzata per supportare il Presidente nello svolgimento delle sue funzioni. Con la stessa legge sono determinati l’assegno e la dotazione del Presidente, che comprende, oltre al Quirinale, alcuni edifici adiacenti al Palazzo e la Tenuta di Castelporziano. La Tenuta di San Rossore (ora amministrata dalla Regione Toscana) e Villa Rosebery a Napoli saranno aggiunte nel 1957. è altresì assegnata alla dotazione una somma annua di centottanta milioni di lire. L’assegno personale del Presidente ammonta a dodici milioni annui. L’assetto del Segretariato generale si completa con le norme esecutive approvate con L. 21 apr. 1949, n. 412. Allo stesso Einaudi si deve il primo ordinamento del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica (D.P. 9 novembre 1948, n. 4), che regola la costituzione e l’organizzazione degli uffici, poi definitivamente stabilita l’anno successivo, con D.P. 25 ottobre 1949, n. 26. Tutta l’attività relativa alle funzioni e prerogative del Presidente e alla gestione dei beni in dotazione e del personale viene articolata in cinque uffici: per gli affari generali, per gli affari militari, per le relazioni con l’estero, per i rapporti con il Parlamento e con il governo, per l’amministrazione e patrimonio. Al vertice della struttura è posto il Segretario generale: Einaudi nomina il Consigliere di Stato Ferdinando Carbone, già suo Capo di Gabinetto al ministero del Bilancio. Il 1° aprile 1954 Carbone è nominato Presidente della Corte dei Conti: il nuovo Segretario Generale diventa il Consigliere di Stato Nicola Picella, l’unico che svolgerà questo ruolo con tre Capi di Stato (Einaudi, Saragat e Leone). Nomina inoltre un segretario privato che attende “alla corrispondenza privata e a ogni altra particolare mansione che non rientri nella competenza del Segretariato…”, nella persona di Edoardo Roffi, alla cui morte subentra nel 1949 Antonio D’Aroma. In tale ordinamento si rileva una sostanziale fusione di quelle che nel futuro diventeranno le due anime del Segretariato, la permanente da un lato e la variabile dall’altro. Col trascorrere dei settennati si verrà delineando infatti una distinzione sempre più visibile tra una “struttura fiduciaria”, affidata a Consiglieri scelti e nominati dal Presidente con compiti connessi direttamente all’esercizio delle funzioni presidenziali, e una “struttura permanente”, intesa quale complesso di servizi affidati al personale di ruolo, con funzioni amministrative e tecniche in senso lato riferibili alla dotazione presidenziale.

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LUIGI
EINAUDI

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