IL QUIRINALE
E LE TENUTE

Dopo la grande attività di ristrutturazione e innovazione che caratterizza il settennato Gronchi, dal 1962 al 1964 – anche a causa della brevità del mandato – non si registrano significativi interventi nel compendio del Quirinale, né nelle Tenute. A Palazzo si decide di issare la bandiera tricolore sul balcone prospicente la Piazza: a tal fine la Soprintendenza ai Monumenti del Lazio predispone i progetti per l’esecuzione dell’opera. Nell’agosto 1964 si realizzano nuove garitte in travertino ai lati del portone principale. Naturalmente si continuano a svolgere lavori di ordinaria manutenzione e di restauro di opere d’arte per garantire la conservazione e la salvaguardia dello storico Palazzo. Nel febbraio del 1964 in una delle sale dell’appartamento napoleonico, durante il restauro della tela Traiano che dispensa i regni di Paolo Queylar del 1813, al di sotto compare inaspettato un magnifico affresco seIcentesco di Giovanni Mannozzi, che dal paese natale (San Giovanni Valdarno) era detto Giovanni da San Giovanni.
Anche il Presidente Segni, come i predecessori, organizza a Castelporziano battute di caccia per gli ospiti. Il Presidente si reca nella Tenuta di San Rossore solo poche volte, anche se va ricordato che proprio qui si svolge il matrimonio di uno dei figli. Tuttavia, se pure poco presente, è sensibile ai problemi della Tenuta, in particolare ai problemi dell’erosione della spiaggia che, iniziata da molti anni, insidia ora anche il giardino della Villa del Gombo. È in questi anni che si prendono alcuni provvedimenti (5 dighe foranee parallele al litorale e teli posati sul fondale per “tenere” la sabbia) che ottengono l’effetto desiderato.

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ANTONIO
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