UN PRESIDENTE
INCISIVO

Giovanni Gronchi è il primo Presidente della Repubblica democristiano. Appartiene a quella generazione di cattolici democratici che nel primo Novecento ritengono fondamentale dotarsi di uno strumento partitico autonomo per sostenere gli ideali e i valori del cattolicesimo all’interno del Parlamento e nella società civile. In tutto il suo percorso politico si manterrà fedele a due irrinunciabili principi: l’autonomia politica dei cattolici nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche e l’adesione al cristianesimo sociale, con una forte attenzione rivolta alle rivendicazioni delle classi lavoratrici e alle lotte sindacali e uno spirito largamente riformatore in campo economico e sociale. Politico di professione e cattolico, più giovane rispetto ai predecessori, Gronchi segna un ricambio generazionale che spezza quella sorta di vincolo ideale con l’Italia liberale prefascista impersonato da De Nicola prima e da Einaudi poi. La sua vuole essere una Presidenza improntata a una maggiore dinamicità, con un’interpretazione della figura del Presidente più attiva e energica. Rivendicando al Capo dello Stato un ruolo autonomo e incisivo inaugura una prassi nuova, intervenendo attivamente sia in politica interna sia in politica estera con iniziative che talvolta sembrano travalicare il suo ruolo, peraltro fissato da una tradizione recente, partecipando a ogni vicenda del Paese e del mondo internazionale. Indirizzandosi al Parlamento per le celebrazioni del primo centenario dell’unità d’Italia sostiene che, più per dovere che per diritto, il Capo dello Stato deve segnare indirizzi e orientamenti quando lo ritiene essenziale per gli interessi della Nazione, rimanendo il Parlamento e l’esecutivo liberi di accogliere o meno questi orientamenti. Di qui si passa dall’informalità e riservatezza dei suggerimenti di Einaudi alla formalità e pubblicità degli interventi di Gronchi, che anticipano quello che diventerà “il potere di esternazione” del Capo dello Stato, non previsto dalla Costituzione e sviluppato soprattutto a partire dalla Presidenza Pertini. Gronchi, rispetto al potere di nomina del Presidente del Consiglio, mantiene la linea “autonomista” dell’ultimo Einaudi, giustificando la discrezionalità delle sue scelte con i bisogni della Nazione. Durante le crisi di governo ha una fattiva collaborazione con il presidente del Consiglio incaricato nella compilazione della lista dei ministri e instaura la prassi, ancora oggi vigente, del solo incarico orale, al posto del doppio incarico, prima orale e poi scritto.

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IL CERIMONIALE

Durante la Presidenza Gronchi nelle sale e nei giardini del Quirinale si svolgono numerosi ricevimenti, a partire dai due organizzati per la Festa della Repubblica del 2 giugno e dedicati al Corpo diplomatico e alle Alte Cariche dello Stato e alle personalità più insigni in tutti i campi della vita del Paese. In occasione delle festività di Natale e Capodanno continua la tradizione di ricevere in udienza, in giorni separati, le Alte Cariche dello Stato e il Corpo Diplomatico. Il Presidente restituisce poi la visita, in forma solenne, ai due rami del Parlamento. Amichevoli e affettuosi sono gli incontri tra il Capo dello Stato e i due predecessori Enrico De Nicola e Luigi Einaudi, che verranno a mancare nel corso del settennato. Il Presidente Gronchi partecipa, il 2 ottobre 1959, al funerale di De Nicola a Napoli; il 31 ottobre 1961 rende omaggio alla salma di Luigi Einaudi e interviene alla messa celebrata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, prima del funerale svoltosi a Dogliani. Altri importanti ricevimenti sono offerti da Gronchi nel 1958, in occasione del decennale della Costituzione , per i Giochi olimpici di Roma del 1960 e per l’apertura e la chiusura delle celebrazioni per il primo centenario dell’Unità d’Italia nel 1961. Il Capo dello Stato, di norma, concede un colloquio a tutti coloro che, facendone richiesta, ne abbiano fondate ragioni: con ritmo quotidiano, quindi, si svolgono al Palazzo del Quirinale numerosissime udienze di carattere individuale e collettivo – in numero doppio rispetto a quelle concesse da Einaudi – a personalità italiane e straniere, ministri, presidenti di Enti e Associazioni, giornalisti, scrittori, artisti, rappresentanti di categorie e di organizzazioni di ogni genere. Il numero totale di udienze concesse da Gronchi nel suo mandato ammonta a quasi 5.000. Inoltre è cura del Presidente rispondere favorevolmente alle numerose richieste che, da ogni parte del Paese, gli giungono in occasione di manifestazioni particolarmente rilevanti nella vita nazionale. Moltissimi sono quindi i suoi interventi, in Roma e fuori Roma. Come da tradizione inaugurata da De Nicola, Gronchi partecipa ogni anno a gennaio all’apertura dell’anno giudiziario a Palazzo di Giustizia a Roma. Durante il settennato Gronchi, proprio in relazione all’esigenza di documentare il più largamente possibile l’attività del Capo dello Stato con immagini relative alle cerimonie a agli incontri pubblici, sia ufficiali che privati, si incoraggia il formarsi all’interno del Palazzo di un vero e proprio laboratorio fotografico, che fa capo all’Ufficio stampa. Tale laboratorio fornisce il materiale fotografico destinato a soddisfare le numerose richieste di giornali e riviste in Italia e all’estero, di ospiti del Presidente della Repubblica e degli Uffici del Segretariato. Per manifestazioni di rilevante importanza si ritiene tuttavia opportuno convocare anche i fotografi delle principali agenzie fotografiche.

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DONNA CARLA

La signora Carla svolge il suo ruolo di first lady ricevendo a Palazzo rappresentanti di enti e associazioni benefiche e organizzando tè o colazioni per ospiti italiane o straniere. È molto presente ma allo stesso tempo discreta e rispettosa dell’alta funzione del marito. La sua intensa attività assistenziale svolta come consorte del Presidente della Repubblica è strettamente connessa all’intensa opera umanitaria realizzata in qualità di presidente della Croce rossa italiana. Donna Carla, seguendo le orme della signora Einaudi, compie numerose visite a ospedali e orfanotrofi, portando un sorriso e pacchi dono. Spesso in visite di questo genere la signora è accompagnata dalle consorti dei Capi di Stato esteri in visita in Italia. Una particolare sensibilità dimostra nei confronti dei numerosi casi umani che le vengono rappresentati tramite la sua segreteria, con il supporto dell’Ufficio Affari generali del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica. Oltre a seguire il marito nei viaggi all’estero, – come racconta la figlia Cecilia in una intervista rilasciata nel 1993 al momento della morte: “La mamma ha seguito papà dovunque, in Brasile, Unione Sovietica, Stati Uniti” – compie anche numerosi viaggi istituzionali da sola, là dove il Presidente non può intervenire direttamente. Inoltre organizza colazioni, tè, pranzi e ricevimenti, opportunità di incontro per sviluppare rapporti importanti anche in campo internazionale. Un esempio sono i tè offerti alle consorti degli Ambasciatori accreditati in Italia o alle mogli di Capi di Stato stranieri. Interessanti sono le concessioni di Alti Patronati da parte della consorte del Presidente, come nel significativo caso di quello richiesto e accordato al dodicesimo Congresso nazionale dell’Associazione italiana Dottoresse in Medicina e Chirurgia nel 1959. Per le sue numerose iniziative in vari campi Donna Carla riceve diversi riconoscimenti tra cui, nel 1961, il “Colosseo d’oro”, da parte dell’Ente provinciale per il turismo di Roma.

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CONCESSIONE DI GRAZIA

Il Presidente Gronchi esercita il potere di concessione di grazia e commutazione delle pene, a norma dell’art. 87 della Costituzione. I provvedimenti emessi sono oltre 15.000, dei quali 92 a favore di ergastolani.

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GIURAMENTO
DEI GIUDICI COSTITUZIONALI
E DEI VESCOVI

Con la solennità che la circostanza richiede, hanno luogo a Palazzo del Quirinale le cerimonie di giuramento dei giudici costituzionali, eletti dal Parlamento o dalla Magistratura, o nominati dal Capo dello Stato: una prima volta, nel dicembre 1955, all’atto dell’istituzione della Corte Costituzionale e successivamente altre sette volte. I giuramenti hanno luogo nella Sala degli Specchi, con l’intervento delle Alte Cariche dello Stato e della magistratura. In base alle disposizioni del Concordato tra lo Stato della Città del Vaticano e l’Italia i vescovi di nuova nomina, prima di raggiungere la loro sede, devono prestare giuramento di fedeltà allo Stato italiano nelle mani del Presidente della Repubblica. La cerimonia ha luogo alla presenza del Ministro dell’interno o del Sottosegretario da lui delegato, insieme al Segretario generale della Presidenza della Repubblica e al Consigliere militare in qualità di testimoni. Durante il settennato Gronchi giurano 56 nuovi vescovi.

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NOMINA DEI
SENATORI A VITA

Giovanni Gronchi, durante la sua Presidenza, nomina un solo senatore a vita. Nel 1957, alla morte di Gaetano De Sanctis, nomina per meriti scientifico-sociali il politico siciliano Giuseppe Paratore, già membro dell’Assemblea Costituente, poi presidente dell’IRI dal 1946 al 1947 e presidente del Senato nel 1952.

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GIUSEPPE PARATORE
GIUSEPPE PARATORE
1957
avvocato